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Clelia è una ragazza di poco più di vent'anni, vive in un paesino della Bassa, in provincia di Reggio Emilia e lavora in una fabbrica di giostre. In questo modo sostiene la famiglia, una madre vedova, incattivita con il mondo, che non perde occasione di incolparla di tutto, e la sorella Marisa colpita da poliomielite.
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La giovane ha però una vita laterale, un punto di osservazione tutto suo dal quale si immerge nei sentimenti, nelle opportunità, nei grandi cambiamenti che avvengono alla fine degli anni Cinquanta e poi le prime rivendicazioni sociali degli anni '60 con il presagio di un periodo più conflittuale. Un amore perduto la porterà ad abbandonane l'Italia, a voltare pagina e a inventarsi una nuova vita, diventando Amalia. Negli anni '70 è a Lisbona dove sopravvive accudendo una signora anziana. Nei ritagli di tempo cuce abiti e alla sera lavora in una trattoria nel Beco do Imaginario, il vicolo dell'Immaginario, che l'accoglie nella sua particolare comunità.